Mi sono sempre preoccupata di vivere da “verde”. Cerco prodotti alimentari a chilometro zero, faccio la raccolta differenziata, chiudo il rubinetto dell’acqua mentre mi lavo i denti, uso l’auto il meno possibile, spengo completamente la tv ogni volta, uso lampadine a basso consumo e altro ancora. E poi faccio i danni, senza pensarci, tanto ormai sono automatici. Dopo aver fatto gli abituali 10 kilometri di camminata per mantenermi in forma, mi delizio sotto una lunga doccia consumando l’acqua di almeno venti abitanti del Bangladesh. Oppure salgo su un aereo – e accade molto spesso - e coccolata da un sacco di gadget elettronici, contribuisco ad immettere nell’atmosfera terrestre tante emissioni come quelle di un uomo nel giro di un anno della sua vita.
Questa è la contraddizione agghiacciante dei nostri tempi. Noi terrestr...