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SHOCK SHOPPING: LA MALATTIA CHE CI CONSUMA
Il nuovo libro di Saverio Pipitone che svela fatti e misfatti della Grande Distribuzione Organizzata.
 
Shock Shopping è un libro che rivela infatti i costi sociali e ambientali della grande distribuzione, osserva le numerose tecniche di fidelizzazione utilizzate per manipolare il consumatore e approfondisce la vicenda della guerra tra catene di supermercati per la conquista di nuovi spazi. Dopo aver svelato al lettore i segreti dei giganti del commercio, però, Shock Shopping indica anche una possibile alternativa: la Piccola Distribuzione Organizzata (PDO) fatta di diverse esperienze di decrescita, sobrietà e semplicità volontaria.



Saverio Pipitone, giornalista pubblicista, laureato in Scienze Politiche con Master in Responsabilità sociale d’impresa, è specializzato nell’analisi di pratiche commerciali e politiche di vendita.
Così parla del suo nuovo lavoro:

"La Grande Distribuzione Organizzata (GDO) è un sistema nato con la società dei consumi per distribuire in modo globale le merci e raggiungere totalmente la massa dei consumatori.
La GDO attraverso le strutture commerciali funziona come un’ideologia che totalizza il consumatore e riesce a condizionare tutta la filiera produttiva, che necessariamente per sopravvivere si adatta alle logiche delle insegne distributive. James Ballard in uno dei suoi ultimi libri di fantapolitica scriveva che “Il consumismo è lo strumento migliore mai inventato per controllare le persone. Nuove fantasie, nuovi bisogni, nuove antipatie, nuove anime da salvare. Per qualche strana ragione chiamano tutto questo shopping. Ma in realtà è la forma più pura di politica.
La pubblicità diffusa a 360 gradi, dalla TV ai cartelloni fino ad arrivare alle promozioni dentro i centri commerciali, ci informa continuamente delle ultime novità di beni di consumo e ci attrae con una bella confezione o una frase che ci dice che quella merce è indispensabile per il nostro stile di vita, ma in realtà rappresenta l’illusione di un momento perché quello stesso oggetto ha uno scarso valore d’uso.
Evitare la GDO è molto difficile, anche se le scelte personali possono incidere fortemente sulla società dei consumi. Secondo me il primo passo da fare è quello di recuperare il valore d'uso dei beni: occhio quindi ai rubinetti dell'acqua; non mangiamo ogni giorno carne; non usiamo sacchetti di plastica; prendiamo il meno possibile l'auto; evitiamo bicchieri, piatti e tovaglioli di plastica o fazzoletti di carta. Non bisogna poi acquistare merci superflue o inutili solo perché siamo attratti dall'ultima novità, da una bella confezione o perché ce lo dice la pubblicità. Dopo questo primo passo, il successivo è quello di leggere alcuni libri che parlano di decrescita, sobrietà e semplicità volontaria per prepararsi al cambiamento sia teoricamente - consiglio i libri di Serge Latouche e di Alain De Benoist-, sia praticamente - con i libri di Maurizio Pallante e di Valerio Pignatta. Studiando e capendo come si sviluppano le alternative si può passare ad una fase più radicale fatta di gruppi di acqusito solidale; di acquisto ai farmer market; di latte alla spina senza imballi,... Ribadisco che sono le piccole azioni quotidiane che possono salvare il mondo.
La società dei consumi si basa sul principio che il percorso tra il supermercato e il bidone della spazzatura deve essere sempre più breve con un consumatore che acquista una merce da utilizzare per poco e da cambiare subito con un modello nuovo, in modo che incrementa il Prodotto Interno Lordo (PIL) ma tale crescita produce anche una quantità illimitata di spazzatura elettronica che danneggia l’ambiente e il sociale. Per esempio, dietro gli scontri etnici in Congo (Africa) si nasconde in realtà una guerra tra multinazionali per accaparrarsi le materie prime minerarie che servono alla produzione di articoli di elettronica".
 
 
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Il 9 settembre, a Milano, 400 boutique saranno animate da party e concerti per la Vogue Fashion’s Night Out. L’appuntamento fissato alla vigilia della settimana della moda milanese si terrà in contemporanea anche a Madrid, Berlino, Londra, Parigi, Mosca, New York, Tokyo.

 
Il 26 giugno 2010, in tutto il mondo, si terra’ il Pause Drugs Day, una giornata mondiale per dire no alle droghe. La campagna sociale propone un simbolico stop per 24 ore dal consumo di droga, per bloccare, almeno per un giorno, i guadagni delle narco mafie.

 
Uno studio pubblicato nell'edizione online di Trends in Ecology and Evolution avverte che la vita di coralli, frutti di mare e altri organismi marini che costruiscono gusci o scheletri di carbonato di calcio è messa seriamente a rischio dai livelli elevati di acidita' di mari e oceani, causati dai cambiamenti climatici. Minaccia che porterà pesanti conseguenze entro la fine del secolo, La velocità del cambiamento è così grande che i meccanismi naturali per neutralizzare questa acidità sono molto lenti.

 
Festa Europea della Musica 2010: lunedì 21 giugno, in occasione del solstizio d'estate, si rinnova l'appuntamento con la giornata europea dedicata alla musica. Nata in Francia nel 1982, la manifestazione ha assunto dal 1995 un carattere internazionale coinvolgendo contemporaneamente, ad oggi, più di 60 città europee, con la partecipazione di musicisti di ogni livello e di ogni genere.

 
Una società statunitense è pronta ad istallare a largo delle coste del Texas
un impianto di dissalazione alimentato dalle stesse onde marine. La capacità?
11.000 litri al giorno, ma solo per cominciare
www.H2O.org.



 
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